giovedì 11 ottobre 2007

Dalla mafia alla mafia, passando per i reality show e Piero Grasso

Notizia incredibile: dopo anni passati ad occuparsi di reality show, Maurizio Costanzo torna stasera ad occuparsi di mafia. Ospiti nello studio dello show che porta il suo nome saranno Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia, Tano Grasso,presidente della Federazione Antiracket, Rosario Crocetta, sindaco di Gela, Francesco La Licata, giornalista e biografo di Falcone, e Giorgio Scimeca, giovane imprenditore che ha denunciato il suo estorsore. Credo sia una trasmissione da vedere, per noi più giovani soprattutto che solo attraverso vecchi video, possiamo ricordare Falcone e Borsellino quando andavano al Maurizio Costanzo show e le memorabili maratone con Samarcanda sulla Rai, condotto da Michele Santoro.

INTERROGHIAMOCI SU PIERO GRASSO
Forse attualmente, per via della cattura di Bernardo Provenzano nell'aprile del 2006, Grasso è acclamato come un eroe. Ma ci ricordiamo come è stato eletto?
Nel 2005 la sua elezione, salutata con giudizi positivi e di stima da parte del centro-destra, non è stata immune da polemiche, in relazione all'estromissione dell'altro candidato, Giancarlo Caselli. Un emendamento alla legge delega di riforma dell'ordinamento giudiziario (la c.d. riforma Castelli), noto come "emendamento Bobbio" dal nome del senatore di Alleanza Nazionale Luigi Bobbio, fra l'altro, prevedeva che per aspirare a tutti gli uffici direttivi, esclusi quelli di Cassazione, occorre garantire quattro anni pieni di servizio prima del compimento del settantesimo anno di età: al momento della nomina il candidato non avrebbe dovuto avere più di 66 anni, cioè proprio l'età di Giancarlo Caselli. "La maggioranza di governo non nasconde la finalità contra personam dell'iniziativa, e l’autore dell’emendamento, il senatore Bobbio afferma: "Caselli è indegno di ricoprire quell’incarico. Nel giugno 2007 la Corte Costituzionale dichiara illegittima la norma". (wikipedia). Nel 2005 (quindi PRIMA della cattura di Provenzano) Saverio Lodato e Marco Travaglio spiegano il consenso intorno a Grasso in questo modo:
"I suonatori di quella orchestrina garantista (...) che da anni attaccano magistrati e pentiti, guarda caso, sono gli stessi che applaudono alla serietà del procuratore Grasso. E non lo criticano mai, nemmeno quando mette sotto inchiesta Totò Cuffaro, il presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro. Perché? Perché in più di un'occasione ha dimostrato di non volere intentare procedimenti contro uomini politici in assenza di certezze di condanna. Lo ha detto. Lo ha teorizzato".

COSA NE PENSATE?

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